Il potere del Volontariato
Presso il Villaggio San Francesco, i volontari rappresentano una risorsa inestimabile. Invitiamo con entusiasmo coloro che seguono l’Associazione a trascorrere del tempo con noi, per comprendere appieno la natura tangibile e profonda di questo progetto.
Vivere l’esperienza del Villaggio dona un valore e un significato autentico al sostegno verso AfricaIntesta, andando oltre la semplice narrazione o la visione di pagine web.
Finora, circa trecento persone hanno avuto l’opportunità di visitare il Villaggio, e speriamo che molti altri si uniranno a noi.
FAQ
Di seguito alcune informazioni pratiche, affinché chiunque sia interessato possa prendere una decisione consapevole riguardo alla propria esperienza al Villaggio.
Solitamente nei periodi compresi tra gennaio/marzo ed anche giugno/luglio. Le date precise vengono stabilite di volta in volta. In generale, l’associazione organizza viaggi 2 volte all’anno ed occasionalmente anche ad agosto/settembre se c’è un buon numero di adesioni.
Le permanenze durano circa 2 settimane.
Il viaggio è impegnativo, con una durata complessiva di circa 36 ore, comprensivo di volo intercontinentale con uno scalo, volo interno in Tanzania e un breve trasferimento in macchina organizzato dal Villaggio. I costi del viaggio e del visto di permanenza in Tanzania sono a carico del volontario.
Tenendo conto del clima locale, è sufficiente un bagaglio a mano contenente abbigliamento leggero. Considerando la limitazione dei bagagli consentiti (un bagaglio a mano e uno da 23 kg in stiva per biglietto aereo), è consuetudine utilizzare il bagaglio da stiva per trasportare materiali necessari al Villaggio, seguendo le indicazioni dell’Associazione.
Al Villaggio, si parlano diverse lingue: le suore parlano italiano (lingua insegnata anche ai bambini e alle ragazze), mentre gli abitanti locali parlano principalmente swahili e inglese.
I volontari condividono un dormitorio, dotato di letti con lenzuola e zanzariera (asciugamani non inclusi). I bagni sono interni al dormitorio, con docce fornite di acqua corrente fredda, di circa 25 gradi, adeguata al clima locale. La pulizia del dormitorio e dei bagni è compito dei volontari, seguendo principi di collaborazione comunitaria. Ognuno è responsabile del lavaggio dei propri vestiti e di altri materiali utilizzati.
I pasti vengono preparati e consumati in comune, con i volontari che contribuiscono alla preparazione. Si consiglia ai volontari di non bere acqua di rubinetto.
È possibile lasciare liberamente il Villaggio e raggiungere autonomamente l’abitato più vicino, Bunda, utilizzando il servizio locale di “ape car”.
I volontari possono partecipare a varie attività durante la giornata, chiedendo alle suore indicazioni su come impiegare al meglio il proprio tempo. Si può aiutare in cucina, supportare i pasti dei bambini, preparare materiale scolastico, fare spese in paese e trascorrere tempo con i bambini dopo la scuola. Le competenze particolari dei volontari possono essere sfruttate in ambito educativo o ricreativo, previa comunicazione all’Associazione prima della partenza.
Per il corretto smaltimento dei rifiuti, si chiede ai volontari di non gettare carta igienica nei WC, ma di raccoglierla in sacchetti per la successiva combustione in uno spazio dedicato.
Le Testimonianze dei nostri Volontari
Ma non siamo solo noi a dirvelo.
Ascoltate le testimonianze dei nostri volontari, che raccontano di esperienze che cambiano la vita, di emozioni che sfidano le parole e di un impegno che si trasforma in un legame eterno.
Insieme, possiamo rendere il mondo un posto migliore. Siate parte della nostra famiglia volontaria e scoprite quanto possiate fare con un sorriso e un po' di amore.
“Torno a casa con il cuore straripante di emozioni. Lascio i bambini del Villaggio, ognuno con la sua storia atroce alle spalle, ma sempre pronti a regalarti un sorriso e un abbraccio. Il Villaggio li ha salvati da morte certa e grazie a Franco e a pochissime suore (le vere wonder woman) si cerca di portare avanti il progetto per il loro futuro, ma c’è bisogno di tanto, tanto aiuto. Sono certa di ritornare, ormai sono anche i miei bambini e auguro a tutti di poter fare la mia stessa esperienza. A me ha aiutato a capire tra le tante cose, di quanto superfluo noi viviamo e che la serenità è fatta di cose semplici. Noi lo abbiamo dimenticato e ci siamo complicati la vita.”
“Sentirsi vuoti prima, spenti, persi, e rinati dopo, vivi, colmi di una ricchezza e di una pace interiore che risulta difficile da contenere, da gestire e da esprimere, senti solo una bellezza infinita pronta ad esplodere…L’Africa sensibilizza e indurisce allo stesso tempo, Si, ma come per magia da un senso ad ogni cosa! Questo è ciò che ho vissuto e che da allora vivo da quando Africaintesta con tutti i suoi Piccoli Angeli sono parte della mia vita! Esperienze uniche!”
“Spiegare l’Africa è un turbinio di emozioni, un essenza che ti prende così forte e ti cambia la vita; ti prende e ti spacca a metà e l’unica cosa che vuoi è quella di poter restare e condividere quelle emozioni, abbracciare quei bambini e dargli tanto affetto ed amore! No, forse, l’Africa non si può spiegare e l’ho realizzato non la seconda volta in cui sono stato al villaggio San Francesco ma dalla mia prima esperienza ricca e carica di sentimento, quel sentimento che ti trascina e ti porta via e che lascia un vuoto nei giorni in cui torni in un mondo agiato e pieno di comodità quei valori che diamo alle cose che reputiamo essenziali ma, in fondo, non lo sono. E tutto lascia il tempo che trova. Non posso dire di conoscere l’Africa, ma dalla mia esperienza posso solo portarmi dietro un bagaglio emozionale e culturale ricco grazie anche ad una persona eccezionale come il presidente Francesco che mi ha dato un opportunità fantastica di essere lì, di capire a fondo il significato di Cultura e passioni. Posso solo dire grazie e suscitare, con le mie parole, la condivisione di queste magnifiche emozioni, le quali, una volta lì, si diffonderanno nel corpo e nella mente e non vi abbandoneranno mai più nella vita… il resto poi come su detto; lascia il tempo che trova!”
“Da bambina sognavo di diventare una suora missionaria e di andare in Africa. Ho custodito il mio secondo sogno gelosamente fino al 2019 quando insieme ad una delle mie migliori amiche ho conosciuto Franco, già noto a me per “i suoi calendari” che anni prima per puro caso mi ritrovai in casa. Era il 29 Gennaio 2019 e fremevo per la voglia di realizzare finalmente quanto sperato per anni; ricordo di aver dormito poco e niente e di aver riempito una valigia solo grazie al supporto di chi mi conosceva e sapeva che non ero nella pelle a tal punto da infilzare cose a caso. Il viaggio, seppur lungo, fu solo un continuo desiderio di arrivare alla meta e quando dopo un giorno finalmente mi ritrovai nel Villaggio San Francesco, in preda all’emozione ed accolta da tutti i bambini di “baba Franco” concretizzai. L’Africa ha un altro modo di vivere la vita, un’altra prospettiva; ogni singolo giorno ha il suo valore, il suo sapore, diverso dal precedente e sempre più ricco. Le cosiddette “piccole cose” sono davvero di essenziale importanza a tal punto che cambia anche il tuo pensiero. E te lo porti. Ti porti dentro quel cambiamento e lo persegui. Ho immaginato tante volte, prima di starci, come fosse la vita lì ma nessun pensiero, ho capito poi, essere uguale o solo paragonabile alla realtà . Ho trascorso trenta giorni intensi, ricchi di emozioni travolgenti, di pianti e di impronte. Impronte che a tutt’oggi sono indelebili ma che vanno comunque rimarcate ed accresciute: in Africa senti il bisogno di ritornarci ancora prima di andare via! Arrivi con l’idea di dover “dare” e torni con la certezza di “aver ricevuto tutto”. Ad oggi, dopo due anni, mi porto dentro il ricordo di un’esperienza immensa, ed i segni di quanto vissuto; ad oggi sento il bisogno di tornare ad avere l’idea di dover “dare” per tornare poi più ricca.”
“Dopo aver rimandato di quasi un anno a causa della pandemia, finalmente decido di partire per il Villaggio dove restare un mese, un’amica mi dice “portati un quaderno e scrivi un diario” ci penso e mi pare una buona idea e ogni giorno, prima di dormire scrivo qualche pensiero sulla giornata, ma non è facile, quando le emozioni sono intense è difficile trovare parole all’altezza, è come stare davanti ad una tela con colori sgargianti, a volte accecanti.. tutto è autentico, carnale, non esistono filtri e per quasi tutto il mese le notti sono affollate di sogni che sembrano film…è tutto dentro di me è in subbuglio, un subbuglio bellissimo che mi fa sentire viva e fortunata e già dopo pochi giorni so che in quel Villaggio ci tornerò, perché le difficoltà di quella quotidianità senza le comodità di casa mia nutrono la mia anima, la mia testa! I bambini e le ragazze regalano amore a piene mani, e poter restituire amore e cose che so fare è bellissimo! “
“Si dice che quando torni da un esperienza del genere, si ha il mal d’Africa. Io non lo chiamarei propri cosí, non lo chiamerei male, per me è un bene, non è una sensazione di tristezza ma di felicitá , la felicità per la consapevolezza che anche se per pochi giorni hai aiutato qualcuno, l’ hai fatto sorridere. è una felicità particolare perchè ti fa sentire cosí indispensabile per qualcuno, cosí utile e soddisfatto. L’Africa è unica, gli africani sono unici. Ho trascorso il mio tempo tra ospedali locali, scuole, villaggi. Ho passato le mie giornate con i bambini albini, dei bambini magici non solo per i loro colori e per le loro caratteristiche fisiche, ma per il loro sorriso. Questi bimbi albini dimostrano continuamente una immensa gioia di vivere, ma soprattutto una voglia unica di ricevere affetto e donare abbracci. Il ritorno dall’Africa ti insegna ad essere consapevole, a saper apprezzare. Ma non mi riferisco solo alla fortuna di vivere agiatamente in un paese sviluppato. Ma mi riferisco alla consapevolezza del fatto che il sorriso, i balli, le canzoni e lo stile di vita degli Africani sono l’immagine di una gioia di vivere e di una felicità che noi, nel nostro quotidiano, difficilmente saremo in grado di provare. Questo è triste. Quando torni dall’ Africa capisci che non sei stata tu ad aiutare gli africani ma sono stati loro ad aiutare te.“
“Scendere in terra africana ed essere travolti da tanti sorrisi tanta allegria tanta gioia!! Ecco questo è quello che ti porti nel cuore quando torni a casa!“

