parti con noi

Il volontariato è un’attività di aiuto gratuito e spontaneo verso persone in condizioni di indigenza o che necessitano di assistenza oppure per fronteggiare emergenze occasionali o prestando opera e mezzi nell’interesse collettivo in maniera individuale o collettivamente in associazioni costituite per specifici scopi benefici.


Questo è quanto ci dice Wikipedia e non fa una piega.. siamo in tanti a ritagliare una parte del nostro tempo, la cosa più preziosa di cui disponiamo, perché ci arricchisce dare una mano.. che sia per ragioni religiose, politiche o di qualsiasi altra natura!


Quando arrivi al Villaggio San Francesco vieni accolto con tanto calore da chi ci vive, i bambini, le ragazze grandi che collaborano alle attività quotidiane, le suore che guidano il tutto, e subito capisci qual è la vera ragione per cui hai affrontato un viaggio lungo e faticoso, spese non banali, organizzazione a casa tua per la tua assenza… Andare al Villaggio San Francesco significa fare una gigantesca scorta di sorrisi, di abbracci e buonumore, per quando tornerai alla tua “normalità” e ti verrà subito voglia di organizzare il prossimo viaggio e rifare la scorta di sorrisi, abbracci, amore!! Ecco alcune delle testimonianze dei nostri volontari…

“Torno a casa con il cuore straripante di emozioni. Lascio i bambini del Villaggio, ognuno con la sua storia atroce alle spalle, ma sempre pronti a regalarti un sorriso e un abbraccio. Il Villaggio li ha salvati da morte certa e grazie a Franco e a pochissime suore (le vere wonder woman) si cerca di portare avanti il progetto per il loro futuro, ma c’ è bisogno di tanto, tanto aiuto.
Sono certa di ritornare, ormai sono anche i miei bambini e auguro a tutti di poter fare la mia stessa esperienza. A me ha aiutato a capire tra le tante cose, di quanto superfluo noi viviamo e che la serenità è fatta di cose semplici……noi lo abbiamo dimenticato e ci siamo complicati la vita…”

Imma

“Sentirsi vuoti prima, spenti, persi, e rinati dopo, vivi, colmi di una ricchezza e di una pace interiore che risulta difficile da contenere, da gestire e da esprimere, senti solo una bellezza infinita pronta ad esplodere…L’Africa sensibilizza e indurisce allo stesso tempo, Si, ma come per magia dà un senso ad ogni cosa! Questo è ciò che ho vissuto e che da allora vivo da quando Africaintesta con tutti i suoi  Piccoli Angeli sono parte della mia vita!
Esperienze uniche!”

Sara

“Spiegare l’Africa…è un turbinio di emozioni, un essenza che ti prende così forte e ti cambia la vita ;ti prende e ti spacca a metà e l’unica cosa che vuoi è quella di poter restare lì e condividere quelle emozioni ,abbracciare quei bambini e dargli tanto affetto ed amore! No ,forse, l‘Africa non si può spiegare e l’ho realizzato non la seconda volta in cui sono stato al villaggio San Francesco ma dalla mia prima esperienza ricca e carica di sentimento, quel sentimento che ti trascina e ti porta via e che lascia un vuoto nei giorni in cui torni in un mondo agiato e pieno di comodità quei valori che diamo alle cose che reputiamo “essenziali” ma ,infondo ,non lo sono. E tutto lascia il tempo che trova…
Non posso dire di conoscere l’Africa, ma dalla mia esperienza posso solo portarmi dietro un bagaglio emozionale e culturale ricco grazie anche ad una persona eccezionale come il presidente Francesco che mi ha dato un opportunità fantastica di essere lì ,di capire a fondo il significato di Cultura e passioni. Posso solo dire grazie e suscitare ,con le mie parole ,la condivisione di queste magnifiche emozioni, le quali ,una volta lì,si diffonderanno nel corpo e nella mente e non vi abbandoneranno mai più nella vita… il resto poi come su detto; lascia il tempo che trova…”

Giuseppe

“Da bambina sognavo di diventare una suora missionaria e di andare in Africa.
Ho custodito il mio secondo sogno gelosamente fino al 2019 quando insieme ad una delle mie migliori amiche ho conosciuto Franco, già noto a me per “i suoi calendari” che anni prima per puro caso mi ritrovai in casa.
Era il 29 Gennaio 2019 e fremevo per la voglia di realizzare finalmente quanto sperato per anni; ricordo di aver dormito poco e niente e di aver riempito una valigia solo grazie al supporto di chi mi conosceva e sapeva che non ero nella pelle a tal punto da infilzare cose a caso.
Il viaggio, seppur lungo, fu solo un continuo desiderio di arrivare alla meta e quando dopo un giorno finalmente mi ritrovai nel Villaggio San Francesco, in preda all’emozione ed accolta da tutti i bambini di “baba Franco” concretizzai.
L’Africa è un altro modo di vivere la vita, un’altra prospettiva; ogni singolo giorno ha il suo valore, il suo sapore, diverso dal precedente e sempre più ricco.
Le cosiddette “piccole cose” sono davvero di essenziale importanza a tal punto che cambia anche il tuo pensiero. E te lo porti.
Ti porti dentro quel cambiamento e lo persegui.
Ho immaginato tante volte, prima di starci, come fosse la vita lì ma nessun pensiero, ho capito poi, essere uguale o solo paragonabile alla realtà.
Ho trascorso trenta giorni intensi, ricchi di emozioni travolgenti, di pianti e di impronte. Impronte che a tutt’oggi sono indelebili ma che vanno comunque rimarcate ed accresciute: in Africa senti il bisogno di ritornarci ancora prima di andare via!
Arrivi con l’idea di dover “dare” e torni con la certezza di “aver ricevuto tutto”.
Ad oggi, dopo due anni, mi porto dentro il ricordo di un’esperienza immensa, ed i segni di quanto vissuto; ad oggi sento il bisogno di tornare ad avere l’idea di dover “dare” per tornare poi più ricca.”

Irene Di Matteo

“Dopo aver rimandato di quasi un anno a causa della pandemia, finalmente decido di partire per il Villaggio dove restare un mese, un’amica mi dice “portati un quaderno e scrivi un diario” ci penso e mi pare una buona idea e ogni giorno, prima di dormire scrivo qualche pensiero sulla giornata, ma non è facile, quando le emozioni sono intense è difficile trovare parole all’altezza, è come stare davanti ad una tela con colori sgargianti, a volte accecanti… tutto è autentico, carnale, non esistono filtri e per quasi tutto il mese le notti sono affollate di sogni che sembrano film… tutto dentro di me è in subbuglio, un subbuglio bellissimo che mi fa sentire viva e fortunata e già dopo pochi giorni so che in quel Villaggio ci tornerò, perché le difficoltà di quella quotidianità senza le comodità di casa mia nutrono la mia anima, la mia testa! I bambini e le ragazze regalano amore a piene mani, e poter restituire amore e cose che so fare è bellissimo! “
Angela

“Si dice che quando torni da un esperienza del genere, si ha il mal d’Africa. Io non lo chiamarei propri così, non lo chiamerei male, per me è un bene, non è una sensazione di tristezza ma di felicità, la felicità per la consapevolezza che anche se per pochi giorni hai aiutato qualcuno, l’ hai fatto sorridere. É una felicità particolare perché ti fa sentire così indispensabile per qualcuno, così utile e soddisfatto.
L’Africa è unica, gli africani sono unici.
Ho trascorso il mio tempo tra ospedali locali, scuole, villaggi. Ho passato le mie giornate con i bambini Albini, dei bambini magici non solo per i loro colori e per le loro caratteristiche fisiche, ma per il loro sorriso. Questi bimbi albini dimostrano continuamente una immensa gioia di vivere, ma soprattutto una voglia unica di ricevere affetto e donare abbracci. Il ritorno dall’Africa ti insegna ad essere consapevole, a saper apprezzare. Ma non mi riferisco solo alla fortuna di vivere agiatamente in un paese sviluppato. Ma mi riferisco alla consapevolezza del fatto che il sorriso, i balli, le canzoni e lo stile di vita degli Africani sono l’immagine di una gioia di vivere e di una felicità che noi, nel nostro quotidiano, difficilmente saremo in grado di provare. Questo è triste.Quando torni dall’ Africa capisci che non sei stata tu ad aiutare gli africani ma sono stati loro ad aiutare te. “

Martina

“Scendere in terra africana ed essere travolti da tanti sorrisi tanta allegria tanta gioia!! Ecco questo è quello che ti porti nel cuore quando torni a casa! “
Consiglia

Cari amici,
per noi i volontari sono una risorsa preziosa, invitiamo con grande gioia le persone che seguono l’Associazione a trascorrere un periodo al Villaggio San Francesco per rendersi conto di cos’è concretamente questo progetto, come la vita scorre nelle varie attività quotidiane, in che contesto si colloca. Questo tipo di esperienza dà un valore e un significato molto più concreti al gesto di sostenere Africaintesta rispetto al semplice ascoltare racconti o seguire pagine web.


Sono circa una sessantina le persone che hanno visitato il Villaggio da quando è stato avviato e speriamo che molte altre verranno, diamo quindi alcune indicazioni a tutti gli interessati, con lo scopo di far maturare consapevolmente la decisione di vivere il Villaggio personalmente.


Normalmente due volte all’anno Africaintesta organizza il viaggio al Villaggio con la possibilità per gli “aspiranti volontari” di partecipare.

  • La permanenza al Villaggio può durare 2/3 o 4 settimane
  • I periodi sono tipicamente febbraio/marzo e la nostra estate, di volta in volta vengono stabilite le date precise in cui poter collocare il proprio viaggio
  • Vista la possibilità di portare 2 bagagli con un normale biglietto aereo (uno a mano in cabina e uno da 23 kg in stiva) è consuetudine che il bagaglio da stiva sia utilizzato per portare materiale che occorre al villaggio su indicazioni dell’associazione. Da tenere conto che il clima locale permette di portare pochi capi di abbigliamento leggero e pertanto il bagaglio a mano sarà più che sufficiente
  • Si tratta di un viaggio piuttosto impegnativo, della durata di circa 36 ore totali che include 1 volo intercontinentale con 1 scalo, 1 volo interno in Tanzania, tratta finale di un paio d’ore in macchina organizzato dal villaggio, costo del viaggio a carico del volontario (così come il costo del visto di permanenza in Tanzania)
  • In Villaggio si parlano diverse lingue: le suore parlano italiano che viene anche insegnato ai bambini e alle ragazze grandi, tutti i locali parlano swahili e più o meno bene inglese
  • Tutti i volontari dormono in un unico dormitorio, i letti sono dotati di lenzuola e zanzariera, da portare gli asciugamani
  • I bagni sono all’interno del dormitorio volontari, le docce hanno acqua corrente “fredda” (considerato il clima locale, si tratta di acqua di temperatura all’incirca 25°)
  • Per cautela di corretto smaltimento acque di scarico delle toilettes si chiede ai volontari di NON buttare carta igienica nei wc, la stessa dev’essere raccolta in sacchetti e verrà bruciata frequentemente in spazio dedicato all’interno della struttura
  • La pulizia di bagni e dormitorio è a carico dei volontari in spirito comunitario di collaborazione
  • Ognuno deve provvedere al lavaggio dei propri vestiti e altro materiale utilizzato
  • I pasti vengono consumati nel refettorio (dove mangiano anche i bambini, ma dopo che i bambini hanno lasciato il refettorio) e la preparazione degli stessi è a carico dei volontari stessi in spirito comunitario di collaborazione, il costo dei cibi viene rimborsato a forfait all’associazione prima della partenza, così come il consumo di acqua minerale in bottiglia da bere, si raccomanda ai volontari di non bere acqua di rubinetto anche se i locali lo fanno
  • Se un volontario vuole recarsi autonomamente a Bunda, l’abitato più vicino, può farlo utilizzando un servizio di “ape car” che si chiama al telefono e collega il Villaggio San Francesco a Bunda con una spesa contenuta (moneta locale, equivalente di pochissimi euro)
  • I volontari possono rendersi utili per tante attività durante le giornate: affinché tutto si svolga serenamente e proprio perché il proprio contributo sia davvero utile, è opportuno chiedere alle suore (nessuno meglio di loro sa cosa c’è da fare ogni giorno) come impiegare il proprio tempo
  • Si può trattare di aiuto in cucina, in refettorio in supporto ai pasti dei bambini, per preparare materiale scolastico, per dare una mano a fare le spese in paese, e dopo le 16, finite le ore di scuola, per giocare coi bambini fino a che vanno a fare le docce prima di cena
  • Le competenze dei volontari, il saper fare qualcosa di speciale, possono essere risorse molto interessanti da mettere a disposizione, segnalarle ad Africaintesta prima di partire permette di organizzare per esempio inserimenti nell’ambito del programma scolastico o nelle ore di tempo libero dei bambini (es: un particolare sport, una specifica competenza in una materia di studio)
    Vi aspettiamo per vivere insieme un’esperienza indimenticabile!

FRANCO TESTA
Presidente di Africaintesta